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Il vino ticinese va raccontato

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Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, non ha dubbi: “Per avere successo bisogna partire dalla terra per narrare dove nasce un prodotto e la sua storia”

“I prodotti di alto livello sono quelli che consentono di pagare meglio i contadini e tutta la filiera: bisogna convincere le persone a comprare per esempio un vino di qualità ma berne un bicchiere di meno. È meglio per la salute e si gode di più!”. Oscar Farinetti nel 2007 ha puntato tutto sul cibo e dalla sua intuizione è nata Eataly, una catena di boutique di prodotti alimentari di qualità sparsi in tutto il mondo. Per avere successo, bisogna saper narrare l'enogastronomia, racconta l’imprenditore italiano, che ieri al palazzo dei congressi di Lugano durante un incontro organizzato da Ticinowine ha parlato davanti ai produttori ticinesi.

“È necessario partire dalla terra dove nasce un prodotto e sapere narrare la sua storia”, afferma ai nostri microfoni, parlando anche del vino ticinese. Un vino che “deve essere identitario: si deve sapere che esiste e ha una “faccia”; bisogna poi ribadirne la pulizia: la gente deve sapere che in quel vino non sono stati usati concimi di sintesi e erbicidi e i solfiti sono stati abbattuti in una certa maniera”.

 

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